Il Portale degli Operatori Olistici

Medicina Quantistica, Naturopatia, Fiori Di Bach, Meditazione, Bowen, Arte Terapia, Psico Naturopatia, Autostima, Pedagogia e...

La Tecnica Metamorfica, memorie prenatali e piedi

28 gennaio 2017

La Tecnica Metamorfica 

Pensando al mio primo approccio verso Tecnica Metamorfica, posso affermare che non è stato un caso, anche se apparentemente potrebbe sembrare.

Dopo averla provata la prima volta durante una vacanza benessere, nella quale Anna Maria Alfano presentava e offriva sessioni di Tecnica Metamorfica, a parte un piacevole rilassamento non notai qualche effetto particolare immediato.

Rimasi però molto incuriosita dai concetti alla base della Tecnica Metamorfica.

Si parlava di memorie del vissuto prenatale impresse nelle cellule del nostro corpo, che si ritrovano in modo particolare nei piedi e sulla zona riflessa della colonna vertebrale.

Questo fece risuonare in me qualcosa.

Mi ero sempre chiesta cosa, oltre alla predisposizione genetica dei miei genitori, mi avesse portato a sviluppare in adolescenza una maculo patia degenerativa congenita.

Mi si stava dicendo che nella fase intrauterina, non è solo il corpo a svilupparsi ma anche la nostra coscienza e che in base a ciò che viviamo nel periodo prenatale, vengono fissate le caratteristiche fisiche, mentali ed emotive con le quali veniamo al mondo.

tecnica metamorfica
Anche grazie alla mia natura introspettiva, sentivo che dovevo approfondire la Tecnica Metamorfica.

Decisi di seguire un corso con Anna Maria Alfano.

Iniziai poi ad eseguire delle sessioni di Tecnica Metamorfica alle mie amiche e ogni tanto, le condividevo con alcune persone che aveva frequentato il corso con me.

Mi piaceva la sensazione di benessere e di rilassamento che provavo sia nel ricevere la Tecnica Metamorfica che nell’eseguirla.

Bella musica di sottofondo, luce soffusa e mani che cominciano a sfiorare delicatamente il piede, le mani ed infine la testa.

Una vera coccola!

Contatta Antonella Vangelli

Intanto qualcosa si metteva in movimento dentro di me anche se l’ho notato subito, perché come spesso accade non è semplice essere obiettivi con noi stessi.

Dopo un po’ di mesi incontrai una cara amica che non vedevo da tempo. Con mia grande sorpresa mi chiese che cosa avessi fatto, perché mi trovava decisamente cambiata in meglio! 

Si era verificato proprio ciò che spesso accade, che chi riceve la tecnica non avverte particolari cambiamenti in se, mentre sono gli altri a notarli.

Compiaciuta di questa cosa, decisi di frequentare un corso con Gaston Saint-Pierre, e fu il primo di una lunga serie.

antonella vangelli

Gaston Saint-Pierre

In tutti questi anni ho sentito crescere in me la fiducia nella vita, al di là degli ostacoli.

Gaston Saint-Pierre, nei suoi corsi, diceva sempre che aveva orrore del vittimismo, un atteggiamento autodistruttivo che utilizziamo inconsciamente per avere potere sugli altri, spesso senza renderci conto che siamo noi stessi la fonte di Potere.

Raccontava quando da ragazzo suonava il pianoforte e di come perse tre dita della mano in una segheria nel Quebec, dove i suoi genitori lo mandavano a lavorare d’estate.

Quando i genitori decisero di mandarlo nuovamente in quella segheria, scappò di casa.

Diceva: “Mi misi a suonare un tipo diverso di strumento, conobbi la Tecnica Metamorfica e mi dedicai ad essa”.

Ora suonava sui piedi delle persone!

Ho messo questo racconto in relazione con la mia esperienza.

Da ragazza, finita la scuola media, iniziai a frequentare il liceo artistico perché fin da bambina avevo ereditato dalla mia famiglia paterna una predisposizione al disegno.

Proprio lo stesso anno cominciai a notare qualcosa di strano e limitante nella mia vista che, una volta diplomata, mi allontanò da quel percorso di studi.

La Vita, talvolta, si serve di un incidente o di una malattia per farci andare in un’altra direzione!

Ho fatto tesoro di questo insegnamento e così, attraverso la Tecnica Metamorfica, mi sono fatta accompagnare dalla mia stessa Forza di Vita e dalla mia Intelligenza Innata, per intraprendere un nuovo cammino verso la rivelazione del mio potenziale più alto.

Il cammino continua… e il mio desiderio è di incontrare molti altri compagni di viaggio, ma soprattutto tanti piedi!

La Tecnica Metamorfica è un grande strumento di Crescita Personale

12 risposte a La Tecnica Metamorfica, memorie prenatali e piedi

  • pratico la tecnica metamorfIca da 15 è ottimo strumento di crescita personale. Mi ha aiutato ad essere pienamente me stessa e a affrontare meglio momenti difficili della vita.

    • Si Rossella, in effetti la Tecnica Metamorfica ha proprio la funzione di accompagnarci in tutte le varie fasi della vita, più o meno delicate, per esprimere la capacità che ognuno di noi possiede, di superarle e trasformarle!

  • Federico
    Mi sono avvicinato alla Tecnica Metamorfica dopo aver frequentato un biennio di scuola di Riflessologia Plantare.
    Mi ha colpito fin dall’inizio il tipo di approccio totalmente nuovo e nello stesso tempo di facile applicazione. La consiglio vivamente per chi ha interesse a intraprendere un percorso personale di crescita interiore, dando la possibilità anche ad altri di poter percorrere lo stesso cammino ed ottenere dei risultati a livello fisico, psichico ed emotivo.

    • Grazie Federico, come te molti altri riflessologi vengono a conoscenza di questa Tecnica perché spesso viene inserita nei testi e nei corsi di riflessologia come un’ulteriore “mappa” con cui lavorare.
      Come tu hai avuto modo di capire, la Tecnica Metamorfica, pur avendo origine dalla reflessologia plantare, è un approccio molto sottile e profondo che non contempla un’ implicazione terapeutica prestabilita, ed è per questo che non occorre essere riflessologi per apprenderla, ma per chi lo è questa tecnica può certamente svelare un diverso e affascinante modo di “leggere” i piedi!

  • La vita sceglie alcune caratteristiche per manifestarsi in questa dimensione anche attraverso di noi. La Tecnica Metamorfica è a mio avviso uno dei migliori strumenti per realizzare a pieno le nostre qualità e caratteristiche che si stabiliscono già durante la nostra gestazione. Possiamo agevolmente rivelare ciò che siamo attraverso chi siamo. Che magnifica avventura…

    • Cara Annalisa, non posso che condividere pienamente il tuo commento!
      A volte alcune nostre “caratteristiche” ci procurano dolore, ma in noi c’è sempre anche la possibilità di trasformarle e manifestare il nostro potenziale più alto.
      Con la Tecnica Metamorfica attingiamo direttamente alla fonte di questo Potere di Vita che siamo!

  • La tecnica l’ho scoperta grazia ad una mia amica. È come ricevere un dono, una coccola avvolgente di quelle che ricevi da piccola, e ti senti di essere dinuovo in contatto con il tuo corpo. All’inizio ho avuto qualche dolore ma era il mio corpo non voleva svegliarsi e guarire…accettando il cambiamento e la vita che scorre…i dolori sono passati come sassolini di cui bisogna disfarsi per camminare meglio. Daniela

    • E’ proprio così Daniela, ricevere una sessione di Tecnica è una vera coccola.
      Ci si rilassa profondamente… e qualcosa si mette in movimento verso ciò che è giusto per noi in quel momento della nostra vita.

  • Ogni volta che si riceve o si applica è un momento di crescita, perché non ci sono più limiti, si riesce ad avere un dialogo aperto con il proprio io.
    La consiglio a tutti, adulti e bambini!

    • Grazie Tiziana, e a proposito di bambini ricordo a chi è genitore che praticare la TM ai propri figli è il modo ideale per accompagnarli durante la loro crescita e per comunicare profondamente, al di là delle parole!

  • Non è molto che mi sono accostata a questa tecnica ma nel momento in cui ho iniziato ad applicarla ne ho trovato un grande giovamento. Vivere momenti di introspezione per conoscere la propria essenza, imparare a conoscere realmente e profondamente il proprio io mi ha restituito pace e consapevolezza. Suggerisco an tutti di sperimentarla almeno una volta!

    • Bene Laura, grazie anche a te per la tua testimonianza.
      Mi associo al tuo consiglio, soprattutto rivolto a chi sta vivendo un momento di difficoltà o di passaggio importante nella propria vita.
      Dopo la prima volta che si riceve la Tecnica si è invitati a restare nell’ascolto per poi sentire se è giusto per sé continuare… diffidare di chi prescrive un numero definito di sessioni!

Lascia un commento