Il Portale degli Operatori Olistici

Medicina Quantistica, Naturopatia, Fiori Di Bach, Meditazione, Bowen, Arte Terapia, Psico Naturopatia, Autostima, Pedagogia e...

Respirazione e Rolfing, consapevolezza del proprio corpo

11 aprile 2017

Il Rolfig e il respiro

Nel Rolfing il respiro assolve un ruolo quasi fondamentale.

Nel corso delle dieci sedute, le aree del corpo che partecipano attivamente e passivamente al respiro, vengono sottoposte più volte al lavoro del Rolfing.

Prova ad immaginare di dover ristrutturare la tua casa.

È molti anni che non viene sistemata e di conseguenza presenta qualche segno di cedimento, come crepe sui muri nei piani più alti, oppure delle piastrelle che si scollano al piano terra.

Ora chiediti quale sarebbe la prima operazione che faresti per iniziare i lavori.

Molto probabilmente inizieresti dalle fondamenta.

Ottimo, anche se la prima operazione è portare il materiale in cantiere.

respirazione
Quindi per analogia, la casa da ristrutturare è la tua prima casa, ovvero il tuo corpo, la dimora nella quale abiti da quando sei nato e che ti accompagna per tutta la vita.

Ecco che la prima cosa da fare è apportare più ossigeno.

Contatta Angelo Bigontina

Nel Rolfing, lo scopo della prima seduta è proprio quello di ossigenare meglio ogni parte del corpo.

Questo si ottiene migliorando la respirazione.

Come operatore Rolfing ho due obiettivi fondamentali.

Liberare prima di tutto il tuo corpo dalle tensioni e accorciamenti tessutali, che più o meno tutti inevitabilmente abbiamo.

E poi guidarti ad un ascolto maggiore e più consapevole del tuo corpo.

Applicando questi due principi fin dalla prima seduta, lavoriamo attivamente su tutto il torace, il perimetro del diaframma nelle sue zone di ancoraggio, il cingolo scapolare e tutta la muscolatura nell’area polmonare.

Tutto questo lavoro di manipolazione dei tessuti, lo realizzo attivamente con un tocco deciso e profondo.

Questo per liberare tutte le possibili tensioni o restrizioni, che impediscono un appropriato espandersi della gabbia toracica ed un corretto movimento del diaframma.

Nella seconda fase ti guido all’ascolto del movimento che il tuo respiro fa all’interno del tuo corpo, sfruttando due peculiarità del nostro sistema respiratorio, definite ascolto passivo ed ascolto attivo.

angelo bigontina
Nell’ascolto passivo diventi spettatore di te stesso e durante la tua inspirazione ascolti semplicemente dove senti confluire l’aria che entra nel tuo corpo e quali sono le aree in cui arriva.

Mentre durante l’espirazione senti in che modo il tuo corpo si svuota.

La semplice presa di coscienza di come si comporta l’aria entrando e uscendo dal tuo corpo, riattiva dei circuiti neurali all’interno del cervello.

Ed a loro volta vanno a stimolare tutte quelle aree che magari erano silenti fino a quel momento.

A questo punto si passa all’ascolto attivo.

Ovvero mano a mano che stimolo delle aree specifiche del tuo corpo, ti chiedo di portare in maniera consapevole, il tuo respiro in quelle zone del corpo.

Questo è possibile proprio grazie alla peculiarità del nostro sistema respiratorio, che agisce sia sotto il controllo del sistema inconscio che di quello conscio.

Naturalmente non pensiamo quasi mai al nostro respiro, se ne occupa il sistema nervoso autonomo che serve a garantire la nostra sopravvivenza.

Tuttavia a differenza del cuore, che è sempre sotto il controllo inconscio (non possiamo decidere di fermare i battiti), il respiro può essere controllato a livello conscio, quindi puoi decidere di trattenerlo o di accelerarlo.

Ovviamente, il nostro sistema di sopravvivenza interno interviene nel caso si eccede nel trattenere il respiro o se lo utilizziamo in maniera inappropriata, portandoci allo svenimento per poter così riprendere il controllo inconscio.

Quindi il respiro è anche un ponte tra il nostro conscio e il nostro inconscio.

È proprio per questo motivo che viene utilizzato come base di partenza per quasi ogni tipo di meditazione.

meditazione
Infatti, sintonizzandoci sul nostro respiro, ascoltandolo, guidandolo, passando da ascolto attivo ad ascolto passivo, ci auto induciamo in uno stato di rilassamento che diventa sempre più profondo.

Lo scopo della seduta di Rolfing non è quello di indurre il rilassamento, ma di utilizzare al meglio le tue capacità respiratorie rieducandoti a respirare in maniera appropriata.

Per essere il più consapevole possibile del tuo modo di respirare

Questo ti permetterà di portare il respiro in ogni parte del tuo corpo, dalla testa ai piedi.

Giocando con l’immaginazione potrai sentire l’aria che entra ed esce dalle mani o dalla pianta dei piedi.

Una volta acquisita questa capacità, potrai utilizzarla ogni qualvolta ne sentirai il bisogno per ossigenare al meglio una parte precisa del tuo corpo, come per esempio potrebbe essere una zona dolente.

Ovviamente l’aria non entra o esce effettivamente dalla zona in cui immaginiamo di sentirla.

Ma portando l’attenzione e la consapevolezza in una parte specifica del nostro corpo, sicuramente il sistema circolatorio tenderà ad irrorarla meglio, quindi è come se respirassimo maggiormente in quell’area.

Come ho scritto in precedenza, vista la sua importanza, il respiro viene utilizzato in tutte le sedute successive di Rolfing, prevalentemente per accompagnare il lavoro nelle varie parti del corpo.

rolfing trattamenti
Ogni cellula del nostro corpo per vivere ha bisogno di ossigeno, il quale viene trasportato dal nostro sangue e distribuito ad ogni singola cellula attraverso il sistema circolatorio.

Il respiro è il nostro compagno di vita da quando nasciamo, dal primo inspiro fino all’ultimo istante della nostra esistenza terrena, con l’ultimo espiro che è sinonimo di vita.

Dei cinque bisogni fondamentali di vita dell’essere umano, il primo in assoluto è il respiro.

Senza il respiro possiamo resistere pochi minuti, poi viene il bere, mangiare, riposarsi e riprodursi.

Comprendiamo perché che la scelta di concentrarci sul respiro già dalla prima seduta di Rolfing, è assolutamente prioritaria

Lascia un commento