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Talento e psicologia, come esprimere se stessi e la propria essenza

11 maggio 2017

Esprimere i tuoi talenti e le tue potenzialità

Il talento ad un certo punto chiede di essere espresso, dopo una lotta interiore tra farlo o non farlo, per motivi consci e inconsci. Ed alla fine si manifesta.

Così è stato anche per me.

Dopo aver ascoltato Hillman, famoso allievo di Carl Gustav Jung e la sua esperienza con la difficoltà di scrivere in buona calligrafia fin da ragazzo, per poi essere divenuto un affermato scrittore.

Lui descriveva il ricordo del suo problema infantile, resistente al cambiamento e che io stesso ho avuto.

esprimere il talento
Ovvero di non riuscire a scrivere con una calligrafia che fosse leggibile agli altri.

Ho capito grazie all’intuizione, che era il conflitto tra far emergere o meno lo scrivere come talento, come comunicazione di qualcosa di profondo agli altri, di nuovo, di personale.

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Perché sarebbe stato esposto al loro giudizio, reazioni, invidie o apprezzamento, ammirazione e addirittura fascino.

Comunicare, mettere in comune, rischiare di piacere o non piacere, di essere ignorato, rifiutato o addirittura giudicato negativamente.

Sapevo come sbloccare un conflitto interno come psicologo, non avevo scuse.

Se rimandavo e trovavo scuse nell’esprimere le mie potenzialità, ecco che i miei pazienti e amici mi facevano da specchio e rimandavano, trovando anche loro delle scuse.

A un certo punto ho scelto di affrontare il problema.

Allora mi sono sbloccato e ho cominciato a scrivere un pezzo e mi sono sentito meglio. Meglio per aver espresso il mio talento.

Lo stesso giorno al mattino, invece ero triste, non riuscivo a scrivere, ero bloccato.

Anche se in quel periodo molti mi chiedevano di scrivere.

Il talento è una forza che vuole uscire, per un motivo che gli antichi chiamavano Daimon, ovvero anima, voce interiore.

Quello che oggi viene detto il vero Se’, da Carl Gustav Jung e Roberto Assagioli.

talento e missione
Rudolf Steiner per esempio, parlava spesso del talento e amava lo scrittore Goethe.

Cosa distingue lo scrivere come possono farlo tutti dall’esprimere un talento? Io ne sono dotato?

Se si, perché non lo esprimevo fino in fondo? Ora è il momento?

Ne ho parlato in passato con vari amici, ci avevo provato, poi ho preso tempo.

Solo in un certo momento il mio talento si è attivato da dentro me stesso.

E lo celebro, respiro, mi dà energia, gioia e serenità.

Allora sento che va bene per me, senza subire chi lo legge o acquista ciò che scrivo.

Scrivere, esprimere il mio talento mi appaga, mi placa la tensione interiore che svanisce e ne sono grato.

Cosa ho di originale da dire che non sia già stato detto e che valga la pena di esprimerlo in parole?

La mia caratteristica, il talento che ho, non è quello di creare nuovi concetti, idee, immagini, etc.

Ma di connettere l’esistente in modo nuovo, affinché sia utile e possa dare una personale risposta al perché, pur avendo la scienza e la cultura scoperto tante cose, l’uomo spesso non sia felice e appagato.

Per ora mi basta, poi il resto verrà da sé.

Con la psicologia è infatti possibile individuare il proprio talento, se lo reprime, se ha un conflitto inconscio tra esprimerlo o meno.

Rilasciare blocchi e conflitti fino a poterlo esprimere con soddisfazione ed appagamento.

Ricordando che il talento non è solo artistico, ma può riguardare anche cose pratiche, come cucinare, lavori di bricolage, matematica o altro.

Ognuno di noi ha un talento o più di uno, da ricercare, riscoprire, esprimere e celebrare

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