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Osteopatia, i tre principi cardine: arteria, struttura e unità

11 marzo 2017

Vediamo i tre principi cardine della Osteopatia

I tre principi alla base della Osteopatia sono il ruolo dell’arteria che è supremo, la struttura che governa la funzione e l’unità del corpo.

La natura ci ha fornito di tutto il necessario per la nostra sopravvivenza.

Essendo fatti straordinariamente bene, possiamo enunciare che il principio fondamentale della Osteopatia è dato dall’adattamento meccanico e organico dell’organismo.

Il tuo organismo è provvisto di un sistema di difesa o immunitario, per combattere le aggressioni batteriche che ogni giorno attaccano il tuo corpo, evitando che ti ammali.

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È capace di autoregolare le funzioni vitali in base alle esigenze del momento vissuto: battito cardiaco, respirazione, circolazione sanguigna, digestione ecc.

Mette in atto quelle funzioni che appartengono al tuo Sistema Nervoso Centrale (SNC), permettendo di reagire immediatamente ad una aggressione proveniente dall’esterno (combatti o fuggi).

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Il tuo organismo è capace di mettere in funzione, quando ti ferisci, il processo di riparazione dei tessuti (auto guarigione).

Occorre quindi, che le strutture cellulari ricevano tutto il necessario, per funzionare e auto rigenerarsi, potendosi liberare dagli scarti prodotti dalle cellule stesse.

In altre parole, il sistema vascolare deve funzionare alla perfezione.

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Questo per permettere a tutti i liquidi corporei che trasportano le sostanze nutritive o gli scarti, di poter circolare liberamente senza nessun impedimento.  Primo principio della Osteopatia: Il ruolo dell’arteria è supremo.

Per questo occorre che sia il tuo sistema di regolazione neuro ormonale che quello muscolo scheletrico siano integri, al fine di conservarne la libertà di movimento dei tuoi tessuti.

E’ solo questa integrità di movimento che permette ai liquidi del tuo corpo, (sia quelli che nutrono le tue strutture che quelli che le purificano drenando), di rinnovarsi e dare all’organismo la possibilità di funzionare in modo corretto. Secondo principio della Osteopatia: La struttura governa la funzione.

Se ciò non avviene si ha una disfunzione o perdita di integrità del movimento di una articolazione, di un viscere, di un organo, etc.

Una disfunzione osteopatica è una restrizione di mobilità, anche definita come un disordine neuro muscolo scheletrico, che l’osteopata potrà scoprire solo tramite la palpazione.

Ricordando che la colonna vertebrale è di notevole importanza, sia perché è la struttura portante del nostro scheletro, sia perché contiene i centri di comando autonomo del tubo digerente e non solo.

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Tutte le varie strutture del corpo, dai muscoli alle ossa, alle articolazioni, ai vasi, ai nervi, agli organi etc, sono ricoperti dalla fascia.

La fascia è onnipresente in tutto il corpo, formando una sorte di legame tra questi elementi che funzioneranno in modo armonico in assenza di disfunzioni. Terzo principio della Osteopatia: Unità del corpo.

Possiamo dire che se una parte del corpo, un distretto o un organo, non funziona correttamente, l’armonia si rompe e si evidenziano manifestazioni cliniche di ogni genere.

Dal dolore al blocco articolare, alla stasi circolatori, all’astenia etc.

Eliminare i segni clinici con terapie farmacologiche non vuol dire ripristinare l’armonia, ma spesso nascondere solo i sintomi.

Proponendosi di riequilibrare questo disordine, l’operatore osteopatico non cercherà di curare il sintomo, ma attraverso manipolazioni permetterà alla struttura di riappropriarsi della libertà di movimento, permettendo ai liquidi di circolare liberamente.

Facendo si che l’organismo possa ripristinare lo stato di salute.

La Osteopatia agisce sulle cause e non sulla soppressione dei sintomi

 

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