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Carl Gustav Jung, vita, archetipi e simbologia

28 luglio 2017

Carl Gustav Jung, simbologia ed inconscio collettivo

Carl Gustav Jung nasce in Svizzera, precisamente a Kesswill, nel 1875.

Si laurea in Medicina ed entra a lavorare in uno ospedale psichiatrico di Zurigo nel 1900.

L’ospedale psichiatrico nel quale lavora è diretto da Eugen Bleuler, che concentrava i suoi studi sull’isteria e sui sogni.

Carl Gustav Jung intrattiene con Sigmund Freud un rapporto epistolare e successivamente, entra nel movimento psicoanalitico.

Quando pubblica il suo libro “La Libido, Simboli e Trasformazioni”, emergono i primi evidenti dissensi con Sigmund Freud.

Infatti, nel 1913 i loro rapporti si interrompono.

simbologia archetipi
Nel 1920 Carl Gustav Jung inizia a viaggiare in diverse parti del mondo. Il suo scopo è di studiare le culture delle popolazioni primitive. Nel 1921 pubblica il suo volume “Tipi psicologici”.

Nel 1930 riceve la carica di presidente onorario della Società tedesca di Psicoterapia.

In questo periodo in Germania prende piede il nazismo e nel 1940 Carl Gustav Jung si occupa di riorganizzare la Società tedesca di Psicoterapia.

Nel 1948 fonda il suo istituto, lo Jung Institut, dove insegna i metodi e le teorie della psicologia analitica, da lui creata, anche con lo scopo di distinguerla dalla psicologia di Sigmund Freud.

Carl Gustav Jung dubitava che, per comprendere il manifestarsi delle malattie mentali come sosteneva Sigmund Freud, bisogna fare riferimento alla storia individuale del paziente ed ai processi alla base della rimozione dei ricordi.

Ricordi che secondo Carl Gustav Jung, non sono solo di natura sessuale.

Formula infatti la teoria, che i fenomeni di carattere psichico si manifestano da una unica energia della natura.

Energia che non è riconducibile solo alla sessualità ed è invece l’energia che Carl Gustav Jung chiama la libido.

La libido è una pulsione dinamica della vita stessa, che permette la conservazione della specie.

Secondo Carl Gustav Jung, Sigmund Freud dava eccessiva importanza alla componente biologica dell’essere umano.

carl gustav jung
Questo a scapito della componente spirituale.

Dare eccessiva importanza alla componente biologica dell’essere umano, la naturale conseguenza è una sorta di pessimismo costante.

Carl Gustav Jung invece, sosteneva che si tratta di una forza naturalmente sana e proiettata verso il futuro, sulla quale si basano le più alte realizzazioni della nostra cultura e società.

La sua teoria è molto interessante, perché sostiene che la libido e soggetta al processo di evoluzione.

Quindi agisce anche a livello spirituale e quando questa evoluzione subisce un arresto, si manifestano disturbi, nevrosi, regressioni, etc.

Sosteneva che le nevrosi non sono prodotte tanto nel periodo dell’infanzia, ma prendono corpo da un conflitto presente.

Ad esempio, sempre secondo Carl Gustav Jung, il non riuscire ad adattarsi alle richieste della società e del proprio ambiente, oppure di trasformare il proprio ambiente.

Quando questo accade, la libido regredisce a forme più istintive ed arcaiche.

Attraverso la simbologia, l’essere umano primitivo è riuscito a trasferire l’energia psichica dalle pulsazioni immediate a quelle mediate.

Orientandole quindi, verso fini creativi, permettendo di passare dal piano della natura primordiale a quello della cultura.

Una delle parti più interessanti degli studi di Carl Gustav Jung, è infatti la simbologia.

Sosteneva che i simboli della libido vanno oltre la coscienza, aprendo ai valori spirituali che di conseguenza, portano l’energia della libido all’esterno dell’ambito familiare.

carl gustav jung
Questo permette di rendere questa energia disponibile non solo all’ambito familiare ma anche all’intera società.

Infatti Carl Gustav Jung, sosteneva che i valori spirituali contenuti nella religione, avessero una funziona importante per l’evoluzione e lo sviluppo della civiltà.

Questo spiega il perché, nelle ultime fasi del suo lavoro e della sua vita, condannava fermamente sia la perdita dei valori spirituali, sia il dominio quasi incontrastato della scienza.

Questo lo ha portato a guardare con interesse sempre maggiore, alle culture e filosofie orientali ed alla loro simbologia.

Carl Gustav Jung sosteneva che i simboli hanno il ruolo di mediatore fra la parte conscia e la parte inconscia dell’essere umano.

Quindi i simboli, favoriscono la trasformazione della natura dell’essere umano verso l’individuazione di se stesso come un Io.

Nei simboli vi è la trasformazione degli archetipi e quindi favoriscono la trasformazione della libido.

I simboli, secondo Carl Gustav Jung, sono un patrimonio di memorie dell’intera umanità.

Patrimonio depositato nell’inconscio collettivo e non solo individuale.

Carl Gustav Jung, dopo averci lasciato un incredibile patrimonio di conoscenze, si spegne in Svizzera, il 6 Giugno del 1961.

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